Irlanda: la Love Irish Food republic

Come alcuni di voi ben sapranno da un paio di mesi sono ritornata a vivere a Dublino..sono qui solo per un breve periodo di lavoro e poi tornerò in Italia.

Quando ho vissuto per la prima volta in Irlanda, la prima cosa che mi è saltata all’occhio è di quanto gli irlandesi fossero stati capaci di costruire un’economia turistica e non sul patriottismo che contraddistingue gli irlandesi. Ed è stato in quel momento che ho pensato che: “Sì, effettivamente noi Italiani siamo scemi…molto scemi”. Voi vi chiederete perché!?!

No, non sto per darvi la classica risposta dicendo ed enumerando tutte le cose che in Italia non vanno. La risposta è più semplice: “Siamo “scemi” perché non riusciamo a valorizzare le enormi bellezze che il nostro Paese ha, a partire dal cibo e per finire al patrimonio artistico-culturale per cui il nostro Paese è conosciuto nel mondo ma non in Italia.

Ora, guardiamoci negli occhi e parliamo sinceramente di questa terra meravigliosamente verde…L’Irlanda ha costruito un impero turistico su prati, parchi, costiere e pecorelle e non scherzo. Semmai, vi capiterà di venire in Irlanda nella maggior parte dei negozi di souvenir troverete le classiche pecorelle irlandesi in tutte le salse.

Al di là di queste considerazioni, prettamente personali, questo articolo nasce perché quest’anno ho trovato un nuovo criterio di sviluppo nell’economia locale irlandese – il marchio “Love Irish Food o 100% Irish”.

Nel tentativo di salvare l’economia irlandese (che è nelle stesse condizioni di quella nostrana), si è pensato bene di sviluppare un marchio e un sistema brandizzato per finanziare le imprese locali e creare nuovi posti di lavoro.

Gli irlandesi, a differenza nostra, hanno capito l’importanza dell’economia locale e l’impatto che essa ha sulla crescita di un Paese.

Acquistare  prodotti e servizi locali da negozi al dettaglio e catene nazionali crea una catena virtuosa e l’economia del Paese ne beneficia in molti modi.

Uno degli effetti immediatamente visibili è la crescita dell’occupazione. Finanziando l’economia locale, infatti, non solo facciamo sì che dei lavoratori possano mantenere il loro impiego ma incentiviamo anche la creazione di nuovi posti di lavoro.

Inoltre, quando l’economia locale è fiorente le piccole e medie imprese possono finanziare organizzazioni no-profit e sponsorizzare manifestazioni a livello locale. Inoltre, i lavoratori e gli imprenditori contribuiscono a mantenere in piedi un Paese contribuendo attivamente a fare aumentare le entrate di uno Stato(tramite il pagamento delle tasse). In aggiunta, quando compriamo prodotti locali riduciamo l’impatto ambientale, perché non hanno bisogno di essere trasportati a lungo.

Ma cosa c’entra tutto questo con la nostra amata/odiata Italia? C’entra, c’entra…

L’Italia è un Paese piccolo ma molto popoloso, con milioni di piccole e medie imprese che costruiscono il tessuto economico della nostra Nazione, con piccoli produttori che ogni giorno raccolgono deliziosi frutti e vegetali da servire sulle nostre tavole, con piccoli albergatori che ogni giorno aprono le porte delle loro proprietà a visitatori italiani e stranieri.

Non so cosa si stia aspettando per creare e fondare un marchio di prodotti e servizi “Made in Italy” a livello nazionale ed internazionale. L’Italia ne beneficierebbe e gli italiani anche.

Quindi, la prossima volta che fate la spesa preferite i prodotti locali o italiani a quelli esteri e scegliete negozi al dettaglio e catene italiane. Quando viaggiate, preferite i piccoli b&b e alberghi a gestione familiare piuttosto che le catene internazionali.

Facciamo sì che l’Italia diventi una Repubblica fondata sull’economia locale.

 

 

Related posts:

9 Comments , , , , ,

9 Responses to “Irlanda: la Love Irish Food republic”

  1. sonia May 25, 2012 at 7:49 pm #

    vivo a Londra e non faccio che ripetere le stesse cose che dici tu, possibile che in Italia non vogliamo valorizzare quel che di favoloso abbiamo…
    eppure non ci vorrebbe molto, con tutte le nostre eccellenze….
    il marchio Love Irish Food è favoloso tra l’altro :-)
    buona serata
    sonia

    • admin May 25, 2012 at 8:08 pm #

      Ciao Sonia!
      Che piacere averti nel mio blog, anche perché sei una food photographer anche tu!:)
      Ma com’è possibile che non ci siamo ancora arrivati? Sono quasi sicura che il patriottismo sia alla base di tutto questo. Tu che ne pensi? :) Grazie ancora!:)

  2. Fabrizio Faraco May 25, 2012 at 9:49 pm #

    Il famoso Made in Italy di cui tutti parlano e l’incapacità del sistema paese. Le frasi che spesso ci dicono che noi italiani non siamo in grado. Le ragioni? Storiche. Il carattere cosmopolita del nostro paese. Le cose migliori per noi vengono dall’estero. Purtroppo non esiste dal tempo degli americani ma dal medioevo e, quindi è un po’ dura a morire. L’arte di arrangiarsi ha come rovescio della medaglia la mancanza di senso dello stato e della patria. Siamo stati più divisi che uniti. Le popolazioni sono diverse e ognuno di noi si ritiene unico. Lo stato serve quando va male a proteggersi e quando va bene non ci deve scocciare. Con questi approcci e uno spirito campanilista (guelfi vs Ghibellini, pisani vs livornesi, baresi vs brindisini e mi fermo qui!) con un marchio unico faremmo l’enneimo carrozzone in cui una serie di squallidi raccomandati figuri ci mangerebbe addosso. Tipo ICE.

    • pcorriero May 25, 2012 at 9:54 pm #

      Mah Fabrizio non ne sono poi tanto sicura. Nel senso che sicuramente deriva dalle famose divisioni di cui parli..ma il problema è che noi non sappiamo produrre ricchezza da queste divisioni. Al di là del marchio unico, sarebbe bello che qualcuno iniziasse a spingere ed incentivare l’economia locale.. :)

      • Fabrizio Faraco May 25, 2012 at 9:59 pm #

        Sicuro. Ci sono casi di eccellenza. In Emilia le esperienze dei Gas e la cintura dell’industria meccanica intorno Bologna. In Veneto con lo sviluppo sul Sile di nuove startup. Le scarpe biologiche tra Chioggia e Pesaro. Il polo dell’abito da sposa a Noci, vicino Martinafranca. Tanti esempi, ma non un sistema come l’Irlanda. Per il sistema ci vuole uno spirito di squadra che manca ai tanti localismi del nostro paese. Possiamo farcela, ma dobbiamo combattere contro la storia. Ci riusciranno le nuove generazioni che con i social conoscendo il mondo hanno imparato ad apprezzare l’Italia. Io ci credo.

        • pcorriero May 25, 2012 at 11:12 pm #

          Lo spero!Spero che i giovani (anche se francamente ne dubito) possano essere il motore della svolta. Il problema è che essendo cresciuti con la mentalità “esterofila” italiana continuano in molti a pensarla alla stessa maniera..ma è ovvio che c’è un gruppo bel nutrito che spera di cambiare un Paese in meglio..Del resto fare networking per sviluppare l’economie locali è importantissimo!:)

  3. tiziana May 25, 2012 at 10:02 pm #

    Sarà…Ma nel frattempo grazie a questa cosa m’è venuta un’idea.

  4. anna June 13, 2012 at 11:45 pm #

    Condivido pienamente il tuo punto di vista ed ogni volta rimango attonita a guardare come altri con poco creano grandi slogan e pubblicità, e noi con tanto riusciamo solo a emergere nel piccolo e magari essere popolari nella nostra città, o quartiere!
    Ma… sono fiduciosa! Tempo al tempo… i giovani si stanno muovendo! <3

Leave a Reply